Vediamo...ero rimasto a Malibu.
Ci son stato due volte. La prima a Paradise Cove. L'idea era vedere Malibu, arrivo, cerco consiglio su TripAdvisor. Più o meno a caso finisco per prendere questa stradina che porta dalla strada costiera giù verso le spiagge. Case di lusso, fichi d'india enormi, cancellate che non ammettono sguardi indiscreti. Mi fermo a consultare la mappa e tempo 5 minuti un'auto passa piano, mi controlla, inversione, torna sui suoi passi. Neiborghood watch? I think so.
Individo la direzione per Paradise Cove, una valletta isolata e silenziosa che da sulla spiaggia, un angolo di pace. Il parcheggio è caro ma sono a LA e ci ho fatto il callo. Inoltre un cartello dice che se si mangia lì si spende meno di parcheggio. A far barriera fra parcheggio e spiaggia un ristorante. Si rivela carissimo ma incredibilmente buono, è quello della foto dell'enorme coppa di pesce fritto. In due riusciamo a malapena ad consumare tre quarti di quanto portano. Ottimo. Davvero ottimo. Due doppi tequila aiutano la digestione dopo il pasto. Si mangia all'aperto qui. Dopo un paio di giorni di pioggia con vento fortissimo è tornato il sole e sto bene con t-shirt e giacca di pelle. Vada camminare sulla spiaggia. È più stretta che a LA, il mare gentile, le onde non attentano alle scarpe, conchiglie e sassi levigati svagano la mente dal pasto pesante. Si cammina sotto una scogliera tragicamente bella e fragile. Sabbia antica la costruita sui resti di poderosi terremoti. Mentre la parte superiore della scogliera è sabbia che il tempo ha solidificato in una terra friabile e chiara, la parte sottostante è un arzigogolato collage di rocce differenti, disposte in strati ritorti e paralleli, consumate dall'umidità salmastra nel corso del tempo. Sulla cima spuntano case bellissime, ville piccole e ardite che sporgono su di un mare e un paesaggio talmente bello da far male. Cammino molto a lungo, non c'è praticamente nessuno. A casa con me torneranno delle piccole conchiglie e dei sassi.
Già questa prima volta ero andato alla ricerca della grotta dove si dice Jim andasse a ritirarsi e scrivere poesie. Non è sulla spiaggia, bisogna spingersi attraverso le colline 10 miglia addentro. Corral canyon.
La prima volta mi do per sconfitto. È uno sterrato, non c'è luce, il dole sta tramontando. Sono tornato ieri. Questione di principio, suppongo.
Primo pomeriggio, dopo un'altra mangiata di ottimo pesce. Posto diverso ma...wow. Ottimo. E più economico.
In teoria si deve arrivare ad un parcheggio su di uno sterrato proseguendo anche se la strada da asfaltata diventa terra argillosa e bruna. Un miglio a piedi da lì verso delle fantomatiche formazione rocciose.
Internet è una miniera ma riguardo la grotta ci sono le informazioni e direzioni più disparate. Seguo orme fresche e, ahimè, le tracce di spazzatura. 10 minuti, 20, 25. Vedo in lontananza strane collinette rocciose lisciate da venti, bucherellate e piene di anfratti coperte in parte da scritte e murales. Le esploro, scalo, circumnavigo. Ne scalo una fino alla cima sperando in un'illuminazione. Nada. Jim vuole stare per i fatti suoi. Lo capisco.
Sconfitto mi preparo a tornare. Dopo qualche minuto vedo però delle altre rocce delle dimensioni giuste, poche scritte ma vale la pena provare.
Pochi passi giù verso il canyon ed eccola. Un anfratto angusto attraverso il quale infilarsi trattenendo il fiato, una salita un po' complessa sulla roccia liscia e...eccola. Una grotta nascosta a tutto dalla quale osservare la valle verde di cespugli e rossa di terra, in fondo, a perdita d'occhio, l'oceano.
La grotta è interamente dipinta. Frasi, ricordi, cazzate incredibili e bei disegni, qualche incisione sulla pietra. Purtroppo c'è parecchia spazzatura...gente del cazzo.
Ma sono contento e orgoglioso di averla trovata. In molti non ci riescono e scommetto che tutti i murales nei posti sbagliati siano stati fatti da altri che han pensato...'meglio di niente'.
In questi giorni sono stato anche alla stazione e alla parte messicana della città. La stazione è relativamente piccola ma carina, palazzo dei primi del secolo scorso. Ricorda un po' una cattedrale. Pavimenti in cotto, pesanti lampadari in bronzo, mobili e banconi in legno, forme lunghe e simmetriche, regolari, lisce. Molto ben tenuta. Pare piaccia così tanto che vi si celebrano matrimoni.
Poco distante la casa più antica di LA, messicana. Ampia corte interna, cactii, terra battuta, come in un vecchio film con Clint.
Andrei avanti a scrivere ma ho guidato per 7 ore oggi, il sonno mi sdoppia quasi la vista.
Magari domani continuo...
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