sabato 30 gennaio 2016

Los Angeles part 2

Ok. Le foto le avete viste. Mi sono appena svegliato. Ieri più che essere stata una giornata lunga sono stati due giorni attaccati.
Una volta atterrato, alla dogana ci è voluto un po'. Il poliziotto non credevo che il tipo della foto del passaporto fossi io.
Ho preso le impronte digitali fatto una foto cosa che credo oramai debba fare chiunque entri negli Stati Uniti per la prima volta.
Al di là delle proprie considerazioni riguardo 1984 ho altre immagini di controllo totale l'unica cosa che mi viene da dire è che se si inizia schedando persone in questo modo già allora ingresso non si fa altro che giustificare e diffondere panico. Teoria si dovrebbe essere innocenti fino a prova contraria ma a quanto vedo la fiducia è perlomeno un tantino basso e si prendono preparati.
L'aeroporto di Los Angeles non è molto grande e non è stato complesso uscire né recuperare il mio bagaglio.
Il concessionario presso il quale ho affittato la macchina non è nell'aeroporto ma poco distante quindi devo prendere una navetta specifica.
È stato semplice recuperare l'automobile dato che era tutto automatizzato e mi è bastato inserire la carta di credito i dati un computer.
Forse avete notato in una delle foto precedenti quella jeep bianca gigantesca. Quella è l'auto che userò qui per i prossimi giorni.
Prima volta in assoluto non solo con un SUV ma anche con una macchina con il cambio automatico. È come star guidando un autoscontro, è semplicissima da guidare.
Ho recuperato la macchina e, seppure molto assonnato, mi sono diretto verso downtown.
Los Angeles già dall'alto pare una città anomala. Una compatta e circa regolare distesa di casette a uno o due piani copre un enorme Valle con al centro un ciuffetto di grattacieli.
Le strade sono ovviamente larghe e altrettanto ovviamente con l'asfalto chiaro come lo vediamo nei film.
La guida degli autoctono non pare particolarmente virtuosa ma io sto ancora cercando di prendere dimestichezza con quella specie di carro armato che mi sono affittato.
C'è traffico e ci metto circa mezz'ora per arrivare alla casa che ho affittato.
Passo per superstrada di cemento chiaro e anonimo circondate da case e esercizi commerciali.
Anche i negozi sono tutte un piano spessore insegne superano dimensione non solo il buon gusto ma anche le vetrine.
L'impressione generale è di confusione. Non per il numero Ho la quantità di automobili o case ma piuttosto come se si entrasse in una stanza disordinata.
Downtown e  altri quartieri sono invece più simile all'ordine regolare e a pianta romana che immagino nelle grandi città americane costruite queste chilometriche dritte vie.
Io questa settimana starò un dodicesimo piano di quel palazzone di cui ho pubblicato la foto ieri. Sono non posso piuttosto da ricchi a due passi dal famoso teatro Disney ovvero con la costruzione e pare lamiere contorte di cui forse avete notato la foto.
L'appartamento è grande e spazioso pulito e con una vista sicuramente da ricordare.
Sono oramai le 2 del pomeriggio e nonostante la mia giornata sia stata già molto lunga vado in cerca di cibo.
In pochi minuti a piedi arrivo ai Mercati Generali...o meglio a quello che ne resta dopo l'invasione modaiola di questi.
Una volta era una grande costruzione che conteneva banchi in cui si vedeva frutta verdura pesce e quant'altro. Poi qualcuno ha iniziato anche a preparare del cibo che si poteva consumare lì. Giro di forse un anno quasi tutti i banchi sono stati sostituiti da chioschi dove si prepara cibo da tutto il mondo. Debbo dire con una certa sorpresa che ho trovato uno di questi dov'è fanno pasta fresca direi che la fanno davvero molto bene.
Ho mangiato thailandese con mia enorme soddisfazione.
Una volta ingerite le calorie necessario per sopravvivere sono tornato in stanza e ho dormito un paio d'ore.
Verso le 19:00 locali mi sono svegliato e faccio una doccia. Alle 9:30 dovevo essere a Hollywood per lo spettacolo di Kevin Smith.
Adoro quel grasso bastardo e non potevo fare a meno di andare a sentirlo.
Posso per altri quartieri basse e caotici dato che Hollywood dista circa 30 minuti da casa.
Le differenze fondamentali vengono dalla lingua che cambia sui cartelloni dei negozi e dei Ristoranti. Los Angeles è una città al 50% messicana o comunque di lingua ispanica.
Hollywood si annuncia con i viali che iniziano a popolarsi gli alberi. Le case sono estremamente piccole sempre unifamiliari è un po' massimo due piani. Mi vengono in mente case dall'aspetto un po' fragile che abbiamo noi le località vittime cresciute negli anni 60 e 70. Solo che qui pare che questa casa valgano dal milione di dollari in su.
Il locale si chiama Hollywood improv, pare che molti siano passati di qui prima (e dopo) essere diventati famosi. Per fortuna avevamo prenotato i biglietti su internet.
È sold out. Una mezz'ora di coda e ci troviamo dentro al locale che davvero molto carino è estremamente...americano.
Kevin è brillante e decisamente divertente.
Bevo un paio di birre e mangio delle buffalo wings mentre Silent Bob è a tre metri da me. Figata.
Per le 2 sono a letto.  Una giornata lunghissima. Due giorni in pratica. Crollo.
Mi sveglio ora, scrivo questo post prima di dirigermi fuori.
La vista da casa è ancora impressionante.




3 commenti:

  1. Forse è il caso tu riveda quanto scritto: ci sono alcuni periodi incomprensibili ,,(non puoi deludere i tuoi fans, no?? ... O come caxzzz su chiamano qui ...). Che è "strano Simone che ti sta guidando come un autoscontro"?? Limita le canne .... altro che foto e impronte digitali ...

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. ....concordo con Giovanni, alcuni periodi sembrano scritti da un robot non bene programmato, ma credo sia da imputare alla stanchezza del viaggio. Bellissime le foto dall'aereo e bella la vista dal tuo letto. Buon proseguimento....

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