Gli ultimi giorni sono stati lunghi e il tempo per scrivere o non l'avevo o non avevo voglia di trovarlo. Scrivere un singolo post qui può voler dire anche un'ora di lavoro. E in quell'ora potrei riposarmi o fare altro. Los Angeles è grande. Enorme. Le cose da fare non terminano mai.
Le foto in parte parlano da sole. Venice, Santa Monica, Downtown, Malibu ecc.
Downtown è stato il mio svago ogni mattina, camminare a caso per le vie in cerca di un caffè e qualcosa da mangiare. Anche a colazione qui le dosi sono notevoli. Un cappuccino qui basterebbe per tre persone. E costa come fossero tre.
Ho attraversato little Tokyo, Chinatown e il quartiere delle gioielllerie durante questo mio girovagare mattutino. I quartieri sono piuttosto sicuri anche se ammetto, vergognandomene, che quando vedo assembramenti di senza tetto...il senso di sicurezza tende a scemare. Pare gente tranquillamente disperata, spesso con problemi di dipendenza o mentali. Sono tantissimi e ovunque. Per lo più adulti abbastanza in là con gli anni, sporchi e mal vestiti, spesso con sguardi folli o rassegnati. È come se la situazione in cui si trovano o il problema che li ha portati sulla strada li avesse svuotati. Quando passi vicino a loro...sono loro che distolgono lo sguardo. Non con vergogna ma piuttosto come se sentissero che non vale neanche la pena. Alcuni marciapiedi sono interamente occupati da file di tende piantate nel chiaro cemento nudo e da cataste di loro averi. C'è chi ha una piccola montagna di averi che pare voler conservare nonostante tutto. Ricordo un uomo in mezzo al marciapiede che fissava distante mentre in una mano un ventilatore che, senza prese di corrente, con la spina che strisciava inerte e nessuna possibilità di collegarla, rendeva il tutto un po' surreale e un tantino simbolico.
Ho parlato in un paio di occasioni con dei senzatetto. Uno in sedia a rotelle, l'altro semplicemente mezzo sbronzo. Una sigaretta a uno, 4$ all'altro. E le loro storie un po' sbiascicate di alcol e malattia.
Downtown toglie il fiato. Grattacieli scintillanti, ampie strade pulite, gente ovunque, l'incessante rumore del traffico. Io sto in 1st street. Il top del top. Anche solo guardare fuori è un'esperienza. L'appartamento è grande, pulito silenzioso, abitabile. Non l'ho mai usata ma c'è anche una cucina completa. Il letto è comodissimo, la doccia calda e col getto forte come piace a me. Giù nella lobby mi hanno preso in simpatia, mi vedono entrare e uscire spesso e ogni giorno debbo compilare il modulo per il parcheggio e portarglielo quindi interagiamo spesso.
Avere il parcheggio incluso è una benedizione. Ovunque a LA il parcheggio è a pagamento. E caro. E difficile da trovare. Tutti i parchimetri hanno la possibilità di pagamento con carta di credito. Fate un po' voi.
Guidare non è male. Il traffico è incessante ma ben auto-regolato, nessuno guida come un pazzo, le regole sono circa come le nostre a parte che se sei nella corsia piua destra e devi girare a destra...puoi farlo anche se è rosso. Come in Cina.
Strade 'piccole' non ce ne sono, tutto è dalle 6 corsie in su a parte per le laterali.
Per andare da una zona all'altra della città si prendono delle quasi sempre trafficatissime autostrade. Dio benedica Google Maps e il suo navigatore parlante. Senza quello avrei visto forse la metà.
Malibu. Mioddio. Malibu.
Un posto talmente bello che descriverlo è sicuramente quasi offensivo. Si ttia circa un'ora da LA, in direzione Santa Monica. Un'ora di traffico e strada litoranea che pare rovinare il paesaggio e invece offre visuali da cartolina. A sinistra la spiaggia, sabbia sottile e chiara, intervallata dalle postazioni dei bagnini, e l'oceano che pare non finire mai e riflette il sole come se fosse uno specchio. A destra le ripide ma morbide colline spelacchiate di questa parte della costa che chiaramente altro non sono che antichi fondali marini.
Al tramonto la vista ferma per un attimo il cuore. Colline e case diventano come nere, il sole si riflette sul mare mentre vi affonda e l'acqua diventa arancione brillante, il cielo un dipinto a olio di rosa e arancio.
Le spiagge sono un sogno. Sono capitato quasi per caso a Paradise Cove. Un nome un perché.
Continua... Dopo cena
... Le immagini della bellezza del teritorio, l'opulenza di parte della popolazione, l'abbondanza esagerata nelle quantità di cibo che si consumano ... con l'accostamento ai 50 mila e più homelesse ..., per lo più anziani, a parte gli ovvii e scontati pensieri ... di vergogna ... mi richiamano quanto sto tentanto di "predicare da decenni" sul futuro del NOSTRO stato sociale e di quella che sarà la VOSTRA situazione fra 30 - 50 anni. ... e la colpa non sarà stata certo di "noi attuali pensionati": lì c'è la prova provata di quanto sostengo ... solo che "qui" sarà molto peggio ... se non ci si darà una mossa ORA ....
RispondiElimina... per il resto ... tutto bello, tutto grande, tutto molto americano ....
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